Arezzo - Pratovecchio: ancora denunce per truffe online

3' di lettura 26/11/2020 - Sono stati gli investigatori della Stazioni di Pratovecchio Stia e Badia Prataglia a raccogliere loro malgrado le delusioni di aspiranti venditori ed acquirenti, inseguendo il "best price". In entrambe le vicende, il bene coinvolto è stata un'autovettura. Una vendita ed un acquisto finiti nelle mire dei truffatori, puntualmente identificati ed indagati dai Carabinieri.

Nel primo caso, un uomo aveva tentato di vendere la propria autovettura su un noto quanto generico sito di e-commerce, ricevendo immediatamente una vantaggiosa offerta. Come più volte ricordato, occorre riporre attenzione nei confronti di coloro i quali propongono di pagare il bene convincendo il venditore a recarsi presso un ATM bancario, un bancomat. È una truffa subdola che si svolge in questa maniera, così come accaduto al malcapitato di cui sopra. Convinto a recarsi al bancomat, il truffato "guidato" dal truffatore è portato ad eseguire operazioni che presentate come idonee a ricevere il pagamento, sono invece operazioni di versamento/ricarica del conto del truffatore. Nella nostra vicenda, l'uomo, convinto dal truffatore della mancata riuscita del pagamento, operava ben sette operazioni, tutte in uscita. Il tentativo di vendita dell'autovettura si è rivelerato un autentico dramma: dal suo conto un meno tremilacinquecento euro.

I Carabinieri della Stazione di Pratovecchio Stia, al termine degli accertamenti, hanno denunciato un trentenne di origine napoletana, residente in Emilia Romagna che, tra l'altro aveva anche utilizzato delle false generalità. Con gentilezza e perizia il fantomatico "Leonardo" è riuscito a truffare il malcapitato 70enne casentinese. Sono in corso ulteriori approfondimenti sulla sua figura.

I Carabinieri della Stazione di Badia Prataglia, hanno denunciato quattro persone a vario titolo concorrenti nel reato di truffa ai danni di un 55enne casentinese che questa volta aveva tentato di acquistare ad un prezzo vantaggioso un Audi A3 Sportback su un sito specifico per la compravendita di autovetture. L'uomo ha intrapreso la trattativa con una donna gentile e apparentemente esperta di motori. In questa fase, una trattativa impostata sul solo canale di comunicazione Whatsapp dovrebbe palesare dubbi circa la sua genuinità. La donna ha convinto l'uomo a contattare direttamente un'ulteriore persona che si sarebbe occupata del trasporto dell'autovettura fino alla residenza dell'acquirente.

La donna e il fantomatico trasportatore, lo hanno convinto ad effettuare come primo passo per l'acquisto, due vaglia veloci in direzione di un uomo residente nel napoletano. Alla ricezione dei due vaglia, per un totale di 2000 Euro, i truffatori, hanno rivelato la provenienza estera dell'autovettura, argomentando la necessità di ulteriori pagamenti per sdoganare il bene e produrre una fantomatica autorizzazione COVID19. Il denunciante ha effettuato un nuovo pagamento di 599,00 Euro, ricaricando una Postepay. Dopo pochi giorni, non ricevendo alcuna consegna di autovettura, i truffatori si sono rifatti vivi chiedendo al malcapitato di effettuare un ulteriore pagamento prima di 1300 e poi di 1200 Euro (sconto) per rinnovare i documenti.

A quel punto il malcapitato, accortosi della truffa, si è rivolto ai Carabinieri di Badia Prataglia, i quali, all'esito di accertamenti complessi in ragione della pluralità dei soggetti coinvolti, hanno denunciato a piede libero: un uomo e una donna stranieri residenti nel napoletano e nel milanese, così come un uomo italiano residente nel napoletano (il destinatario dei vaglia) e un ulteriore italiano residente in Molise. In corso ulteriori approfondimenti utili a delineare le responsabilità di ciascuno.






Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 10:25 sul giornale del 27 novembre 2020 - 186 letture

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