Bibbiena: il 'branco' in trappola

2' di lettura 23/11/2020 - Contrasti tra gruppi giovanili del circondario e vecchi dissapori a causa di uno sguardo "di sfida" passeggiando per le vie del centro storico di Bibbiena. Tanto è bastato, ad inizio ottobre scorso,  ad incassare un pugno in volto ad un 15enne casentinese.

Quest'ultimo non aveva reagito, né segnalato l'accaduto, ma di fatto, un suo amico, 17enne, ne aveva preso le difese, chiedendo all'aggressore i motivi del suo comportamento. L'aggressore, quindicenne, non aveva "gradito" l'intromissione, e la vicenda, apparentemente conclusasi con un pugno per il primo e un diverbio con il secondo, aveva avuto eco sui social network, con frecciatine e provocazioni di vario genere.

Dalle frecciatine si era passati alle minacce vere e proprie. Il quindicenne autore dell'aggressione al coetaneo, aveva pesantemente minacciato il 17enne che aveva preso le difese dell'amico e il suo gruppo, promettendogli una spedizione punitiva.

Il 17 ottobre scorso poi, il 17enne, trovandosi a cena in un locale del centro di Bibbiena, era uscito da quest'ultimo casualmente per salutare alcuni amici e ad un tratto, si era ritrovato davanti il quindicenne autore della prima aggressione ai danni dell'amico e autore delle minacce al suo indirizzo. L'aveva invitato a seguirlo e al netto rifiuto del 17enne, gli aveva sferrato un pugno in volto facendolo cadere. Il giovane era rientrato nel locale per asciugarsi il volto dal sangue e nel ritornare all'esterno, si era ritrovato il "branco" pronto ad agire. Il quindicenne con altri giovani, era così piombato addosso al 17enne, facendolo nuovamente ricadere a terra. Il "branco" quindi, aveva dato luogo al pestaggio. Il malcapitato all'esito, ne aveva avuto per trenta giorni con una frattura del naso e varie contusioni.

Un episodio di estrema gravità che ha spinto i Carabinieri della Stazione di Bibbiena ad avviare una minuziosa attività di indagine tesa a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e dei motivi che avevano portato a due distinti episodi di aggressione, collegati.

L'attività di indagine conclusa grazie alla perizia degli inquirenti e alla conoscenza del territorio, dei luoghi, delle persone, si è sostanzialmente basata su riscontri testimoniali, posti in una cornice investigativa solida che ha permesso di incastrare un 15enne, un 16enne, un 17enne, e un 18enne, tutti del territorio, qualcuno con qualche piccolo precedente. Sono stati denunciati, a piede libero, all'autorità giudiziaria minorile ed ordinaria, per il reato di lesioni aggravate.






Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2020 alle 11:00 sul giornale del 24 novembre 2020 - 191 letture

In questo articolo si parla di cronaca, arezzo, articolo, niccolò staccioli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bC5z





logoEV