Montevarchi: ci ha lasciato Richard Ingersoll

5' di lettura 01/03/2021 - Ci ha lasciato Richard Ingersoll, americano di nascita, ma da tanti anni nostro concittadino, architetto e grande studioso di urbanistaca, professore universitario, persona di grande cultura e spessore, molto conosciuto e amato in tutto il Valdarno.

E' stato il compagno amorevole di Paola Nepi, poetessa e scrittrice, con la quale ha condiviso la vita e anche la sua malattia. Paola ci ha lasciato lo scorso ottobre e pochi mesi dopo se ne è andato anche Richard.

Lo ricordiamo proprio nell'incontro organizzato lo scorso 11 luglio 2020 al Chiostro di Cennano per la presentazione dell'ultimo libro scritto da Paola dal titolo "Comosoma 4 - storia di uno sbaglio di natura", l'autobiografia della scrittirce, che proprio Richard aveva voluto presentare nella sua città.

Questo in sintesi il bellissimo ricordo di uno dei suoi più grandi amici Giovanni Cardinali, per anni dirigente della Provincia di Arezzo

Richard sul finire degli anni sessanta scappò dalla California per evitare di andare a combattere in Vietnam. Come tanti giovani americani raggiunse il Canada poi approdò in Italia e fu tra i volontari, provenienti da tutto il mondo, impegnati nel recupero del vecchio castello di Cennina, nei Monti del Chianti.

Richard rientrò negli Stati Uniti a inizio anni ottanta e nel 1985 ottenne il dottorato di ricerca in architettura presso l’Università della California. Dal 1983 al 1998 ha diretto la rivista "Design Book Review".

Era innamorato dell’Italia ed ha vissuto a Montevarchi con la sua compagna Paola, poetessa e scrittrice, scomparsa l’ottobre scorso e anche lei indimenticabile per tutti noi degli anni sessanta.

Montevarchi è stata la sua città, qui ha assistito amorevolmente la compagna disabile, ha scritto articoli per riviste e libri, ha dipinto quadri e curato un bellissimo orto presso una casa stile leopoldino ai piedi del Colle dei Cappuccini.

Dalla sua esperienza di urbanista/giardiniere/ortolano ha propugnato l’agricivismo, per diffondere gli orti urbani nelle città, non solo nel loro ruolo sociale, economico e di piacere ma anche come elementi fondanti del paesaggio urbano.

Ha scritto su Domus, Casabella e tante altre riviste non solo italiane, addirittura anche sulla prestigiosa rivista coreana C3 Korean Architets.

E' stato uno studioso e un artista talmente versatile fino a essere, nel 1986, art director per il film “Esther” di Amos Gitai contro la politica bellicista israeliana. Richard viaggiava spesso all’estero per conferenze e per insegnare in corsi universitari a Zurigo, Pamplona, Haifa, Houston, Parigi e Pechino

E’ stato docente di Progettazione, storia dell’architettura e storia urbana in varie università, negli ultimi anni presso la Syracuse University di Firenze e alla Facoltà di Architettura di Ferrara.

Tre suoi libri sono da ricordare. Il poderoso volume “World Architecture. A Cross cultural History”, Oxford University Press (diversi anni di lavoro di ricerca e documentazione), la prima parte di “Periferia Italiana”, dedicata a viaggio in Italia 1996 – 1998 e “Sprawltown”, entrambi di Meltemi Editore.

Nel primo si fa riferimento, fra l’altro, alla conferenza sulla città di Firenze dove “mobilità (causa turismo di massa, NdR) batte comunità” e al seminario internazionale “Synoikismos” che si svolse nelle tre principali cittadine del Valdarno aretino (Montevarchi,Terranuova Bracciolini, San Giovanni Valdarno) dal 16 luglio al 3 agosto 1997.

Richard riuscì a portare in Valdarno docenti della Columbia University di New York City, della Technische Universität di Berlino, dell’Ecole de Paysage de Versailles e del Laboratorio de urbanismo, Barcelona.

Intervennero anche Vittorio Gregotti, Stefano Boeri, Giovanni Fraziani, Maristella Casciato, Sebastiano Brandolini, Cino Zucchi, Pierre-Alain Croset, Marco Cenzati, Mauro Galantino, Margaret Crawford, Bernardo Secchi, Luigi Snozzi, Gianfranco Di Pietro, i più famosi urbanisti del periodo.

Al contorno del seminario il noto fotografo Gabriele Basilico presentò la mostra personale sulle periferie (comprese quelle del Valdarno), si proiettò un ciclo di film e si eseguì una serie di concerti nei parcheggi e nei luoghi aperti delle nuove zone urbane del Valdarno.

Richard mi parlava spesso di Oriol Bohigas, grande architetto e urbanista catalano, artefice della trasformazione urbana della Barcellona post-franchista, nel tentativo di dare un senso civico a tutti i quartieri della città e per progettare “infrastrutture come segno d’arte nel territorio”. Così è stato determinante quando mi sono occupato della progettazione del Ponte Leonardo che attraversa l’Arno e l’Autosole nei pressi degli stabilimenti Prada fra Montevarchi e Terranuova Bracciolini.

Caro Richard ci siamo visti spesso dalla nostra inseparabile Paola, in tanti pranzi e cene alla Loggia, nei concerti estivi di Cennina, nel corso di conferenze e anche sul treno, nel tragitto fra Montevarchi e Firenze, quando scendevi alla stazione di Campo di Marte con in mano la tua biciclettina pieghevole.

Ti ricordo soprattutto cosi, mentre mi saluti con un sorriso dolcissimo e inizi a pedalare per raggiungere l’Università in Piazza Savonarola.

(Nella foto in allegato, Richard Ingersoll durante la presentazione del libro di Paola Nepi "Cromosoma 4" l'11 luglio 2020 al Chiostro di Cennano, insieme al prof. Giuseppe Tartaro)








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2021 alle 11:35 sul giornale del 02 marzo 2021 - 162 letture

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